Secondo me la stragrande parte delle aziende ancora legge l’AI nel modo più banale possibile. Vedono l’AI e pensano subito: “Ok, quante persone possiamo sostituire?”
Da una parte capisco perché succede. È la cosa più semplice da vedere. Il risparmio è immediato, misurabile, comodo da raccontare in una riunione, soprattutto agli investitori.
Però è anche la visione più povera e miope. Perché la vera domanda dovrebbe essere un’altra:
quanto può crescere un’azienda se invece di rimpiazzare le persone, potenzia quelle che ha già?
Il punto sta tutto qui.
Tanti lavori oggi sono “concettuali“, ma ancora molto artigianali. Scrivere, programmare, cercare informazioni, analizzare dati, preparare documenti, fare report, testare idee, creare contenuti, correggere, sintetizzare.
Sono attività intelligenti, certo. Ma spesso le facciamo ancora a mano costruendo e validando pezzo per pezzo.
Con l’AI, una persona può passare da “fare tutto da sola” a gestire un piccolo team di “collaboratori“: un agente cerca mentre uno scrive passando poi tutto ad un altro che controlla.
A lavoro completato ecco uno che fa la sintesi. Poi un agente testa e produce alternative. A ciclo completato eccone uno che prepara la versione finale. A quel punto il valore della persona non è più solo “svolgere il suo lavoro”. Diventa saper dare direzione al proprio “team”, saper spiegare bene il problema da risolvere, controllare la qualità del lavoro svolto. Saper scegliere cosa tenere e cosa invece va cestinato e, infine, saper prendere responsabilità sul risultato.
È un salto di livello. E qui secondo me molte aziende faranno la differenza.
Quelle mediocri useranno l’AI per tagliare. Quelle intelligenti useranno l’AI per moltiplicare.
Facciamo un esempio: guarda NVIDIA. Nasce come azienda di GPU. Oggi è data center, AI, software, robotica, infrastruttura, sistemi autonomi, simulazione.
Non è semplicemente “fare la stessa cosa con meno persone”. È usare una tecnologia nuova per espandere completamente cosa può diventare l’azienda.
Questa è la mentalità: l’AI non dovrebbe essere vista solo come un modo per risparmiare stipendi. Dovrebbe essere vista come una leva per fare 10x, 20x, per entrare in aree nuove, creare prodotti nuovi, servire meglio i clienti, muoversi più velocemente.
Il futuro del lavoro non sarà solo: “AI che sostituisce persone“.
Sarà molto di più:
- persone potenziate dall’AI contro persone non potenziate dall’AI.
- aziende potenziate dall’AI contro aziende che hanno solo tagliato costi.
Molte aziende penseranno di aver fatto una scelta furba… fintanto che non si accorgeranno che hanno risparmiato qualcosa… ma perso la possibilità di diventare molto più grandi.